Coach Zen

Se oggi sento di poter dare qualcosa come Coach, lo devo soprattutto alle sofferenze che ho vissuto per il mio sport, alla varietà infinita di emozioni e sensazioni provate, alle delusioni, alle illusioni. Tutto questo mi ha permesso di non stupirmi di ciò che accade nella mente o nel cuore dell’Atleta, di non giudicare, ma semplicemente ed umilmente osservare; il passato ed anche il futuro mi insegnano che conta solo ora, il presente!

La derivazione del termine Coaching è implicita nella parola stessa, Coach ovvero Allenatore. È la pratica di sostenere un Individuo attraverso il processo di raggiungimento di un risultato personale o professionale specifico. Nel Coaching uno strumento molto utilizzato è la domanda, al fine di far esplorare all’Atleta (termine generico e non specificatamente sportivo) le esigenze reali, le problematiche, le potenzialità. Ci sono una varietà di approcci all’interno di questa metodologia. Esso si basa sull’utilizzo professionale di una gamma specifica di competenze. È uno strumento che ti accompagna in ogni genere di impresa, dalle preoccupazioni personali o nello sport, all’ambito professionale, sociale, familiare, politico, alle dimensioni spirituali, ecc. Il Life Coaching è una pratica che aiuta le persone a identificare e raggiungere obiettivi personali, utilizzando una varietà di strumenti e tecniche. Il Life Coaching trae ispirazione da discipline come la sociologia, la psicologia, la psicosintesi. Nel percorso di Coaching si lavora sul passato come sul presente e il futuro. Nello Sport Coaching vengono espressi interessi e obiettivi, c’è un attento lavoro di indagine e riflessione, vengono sviluppate strategie e piani d’azione al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati. Il ciclico monitoraggio permette di fare il punto della situazione per ripartire con maggior chiarezza ed intenzione. Viene dato spazio all’intuizione e alle potenzialità. L’Atleta viene aiutato nell’alimentare la propria autonomia e responsabilità di fronte agli eventi ed alle scelte. L’Allenatore sostiene lo sviluppo psico-fisico dell’Atleta, portando attenzione a 360 gradi su scelte e stile di vita.

Si dà valore alla conoscenza, all’esperienza, alla salute ed al benessere. La persona impara a conoscere e trasformare le proprie “malattie” o condizioni difficoltose. Il Coach osserva e fornisce dei rimandi, ma il cambiamento verrà fatto, con i suoi tempi, dall’Atleta! Parte determinante è rappresentata dall’incrementare la capacità di trasformazione della persona al fine di elevarne la consapevolezza ed il valore spirituale. Il nuovo millennio ha portato enormi cambiamenti creando la necessità di ridefinire le proprie vite. Le persone in transizione hanno spesso bisogno di affrontare le loro profonde convinzioni su cosa vogliono da se stessi. L’Allenatore mette in evidenza tutte le possibilità che aiuteranno a plasmare e modellare la propria vita. Il Coaching aiuta ad evolvere una data situazione procedendo verso la realizzazione di ciò che ci siamo proposti; viene utilizzato sia in campo sportivo che non. Personalmente lo propongo in specifico ai Tennisti, essendo lo sport che pratico da una vita, ma anche agli sportivi di qualsiasi disciplina (sia gruppi che individui), alle persone in generale per le esigenze più differenti.

 

LA DOMANDA – TENNIS COACHING

Nel Coaching uno degli strumenti più importanti è la domanda. Domandare permette al Coach di conoscere il più possibile l’Atleta e invita quest’ultimo ad aprirsi e fidarsi. Qui di seguito elencherò una serie di domande come esempio e stimolo per altri allenatori ed atleti. Una cosa molto importante è non dare nulla per scontato ed ascoltare con molta attenzione la risposta, spesso si celano dei conflitti inaspettati. Le Domande non sono numerate e possono essere utilizzate seguendo una logica (come qui proposto) oppure dando spazio all’analogica, disorientando l’Atleta ed invitandolo ad ascoltarsi, piuttosto che rispondere solo da un punto di vista mentale.

–  Preferisci giocare i tornei individuali o a squadre? Perché?

–  Preferisci giocare il singolo o il doppio? Perché?

–  Attualmente ed entro un anno che tipo di obiettivi hai? (es. divertirmi, migliorare il diritto, vincere un torneo, ecc.)

–  Pensi di poter migliorare il tuo gioco? Sotto che punto di vista?

–  Fino ad oggi che tipo di gioco hai espresso in partita? (es. difensore, attaccante, ecc.)

–  Da domani che tipo di gioco vorresti esprimere?

–  Quali sono i tuoi colpi più efficaci in partita?

–  Quale è il colpo che in situazione di stress “senti” 
meno?

–  Quale è la strategia che adotti maggiormente in 
gara?

–  Che tipo di avversario “soffri”?

–  Che valutazione ti daresti tecnicamente? 
Tatticamente? Atleticamente? Psicologicamente?

–  In quali dei quattro aspetti pensi di poter migliorare 
maggiormente?

– Sei motivato a raggiungere i tuoi obiettivi?
- Ti ritieni un tipo ansioso in gara?

– Ti consideri più ansioso dei tuoi compagni di allenamento? Dei tuoi avversari?

– Quale è la cosa che ti piace meno del tennis?

– Cosa ti piace del tennis?

– Che tipo di aiuto vorresti dal tuo allenatore?

– Come vorresti che fosse il tuo allenatore ideale?

– Quale è il sogno della tua carriera agonistica?

– Immagini o immaginavi di diventare un campione?

– In futuro ti piacerebbe lavorare nel mondo dello sport?

– La competizione ti piace e ti stimola?

– Prima di una gara senti qualche emozione particolare?

– In gara commetti più errori quando stai per vincere o quando stai per perdere?

– Nella maggior parte delle partite sei concentrato?

– Mi sapresti descrivere cosa intendi per “concentrazione”?

– Da un punto di vista psicologico preferisci incontrare avversari con una classifica più bassa o più alta della tua? Più giovani o più vecchi di te?

– In campo ti ritieni aggressivo?

– Rendi maggiormente in allenamento o in gara?

– La notte antecedente una gara dormi serenamente?

– Ti scaldi prima di un match?

– Conosci delle tecniche di “riscaldamento” mentale?

– Ti piace avere persone che ti guardano giocare?

– Ti senti giudicato dalle persone che per te contano dopo una sconfitta?

– Temi di deludere qualcuno se perdi?

– C’è qualcuno che non vorresti ti venisse a vedere gareggiare? Se si, perché?

– Giochi meglio in gara a squadre o nelle gareindividuali?

–  Sei più concentrato quando stai vincendo o quando stai perdendo?

–  Ti capita di sentire astio nei confronti dell’avversario?

–  Che cosa è per te la “grinta”?

–  Quando gareggi il tuo dialogo interiore è positivo? 
Tifi per te stesso?

–  Ti ritieni un giocatore più “tecnico” o più “tattico”?

–  Prima di un torneo 
in cui incontrerai un giocatore che conosci, prepari un minimo di strategia?

–  Durante la prestazione ti capita spesso di pensare ad altro?

–  Hai un immagine precisa del tipo di atleta che vorresti diventare?

–  In generale ti senti positivamente eccitato prima di una gara?

–  Prima di una partita
sei determinato a
dare il tuo massimo impegno?

–  Prima di una competizione il tuo obiettivo è soprattutto migliorare?

–  Sai sfruttare positivamente le pause che ti concede una partita? Come?

–  Durante la partita se la tua strategia non funziona, riesci a cambiarla, a trovare nuovi sbocchi?

–  Dopo una partita vinta o persa ti prendi uno spazio per analizzare ed elaborare il match?

–  Quando perdi cerchi degli alibi?

–  In generale che cosa pensi delle tue potenzialità come persona? Come atleta?

 

Articolo pubblicato sulla Rivista Online “Tennis World”, “Tennis World Magazine” USA, sul Libro Tennis Olistico di Amanda Gesualdi

Author: Tennis Olistico

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