Vivendo e volando

In questo preciso momento sto sorvolando le Alpi e la vista dal finestrino é magnifica. Vedo il blu del cielo, il biancore della neve sulle montagne e delle nuvole sotto di me. Sono sul mio ottavo volo nell’arco di un mese e mezzo, sulla tratta Milano-New York e sto per cominciare un nuovo semestre di universitá alla Charleston Southern University. Le vacanze di Natale sono state brevi ma belle, quando si passa poco tempo a casa si impara ad apprezzare ancora di più coloro che non possono essere fisicamente vicini e questi momenti diventano preziosi e rari.

Sono emozionata perché tra poco comincia la “season” cioé il semestre dedicato alle gare vere e proprie che é sempre molto intenso. Peró ora voglio raccontarvi un po’ com’è andato il semstre appena finito. Inanzitutto abbiamo aggiunto 6 nuove ragazze in squadra portando il nostro numero a 11. È una squadra numerosa e abbiamo dovuto tutte conoscerci personalmente e tennisticamente, ovviamente ogni anno le dinamiche della squadra sono diverse perché nuovi componenti si aggiungono. Quest’anno sono una “junior” cioé sono del terzo anno e quindi il coach mette più pressione e responsabilità sui comoponenti più “anziani” della squadra, come me. Lui infatti conta su di noi per guidare le ragazze più giovani per spiegare e implementare “i valori della squadra”. All’inizio del semestre è stata dura per me far conciliare tutti gi impegni, infatti oltre ad allenarmi tutti i giorni ed andare a lezione, ho dovuto fare uno stage che concerne il mio percorso di studi (Business) in un albergo della zona. Questo è stato il mio primo vero impegno lavorativo e sono molto contenta di averlo fatto, però mi ha portato via molto tempo riducendo ulteriormente il mio poco tempo a disposizione.

Il nostro allenatore in questi mesi ci ha portato a giocare le qualificazioni di diversi tornei $10.000 e $25.000, per preparaci a giocare incontri. In un $25.000 ho perso all’ultimo turno di quali contro una ragazza con ranking WTA e avrei dovuto ricevere price money che però ho dovuto dare all’università perché è una delle regole della NCAA che non permette ai giocatori che frequentano College di ricevere nessun premio in denaro. In uno di questi tornei ho rivisto e parlato con alcune ragazze italiane contro cui avevo giocato ni tornei in Italia come le sorelle Turati e Francesca Fusinato. Anna e Bianca Turati frequentano una Universitá in Texas mentre Francesca ha finito gli studi alla Virginia Tech. Averle rincontrate mi ha fatto sorridere per come è piccolo il mondo, infatti sono andata dall’altro lato del mondo per ritrovare le stesse regazze con cui gicavo contro in Italia che hanno fatto scelte come la mia.

L’America è un paese strano, fatto di contraddizioni, dove si possono fare nuovi incontri o ritrovare persone, infatti andando a New York ho rivisto quasi casualmente Giulia Cecchi, un’amica nonché compagna di allenamenti al Tennis Olistico, e che ora vive e lavora  a New York. È bello vedere come le amicizie e i rapporti genuini si possano mantenere anche senza dialogo quotidiano, e questa è una cosa che ho capito vivendo all’estero.

A dicembre, Robin Söderling ex numero 4 delle classifiche ATP é venuto nella nostra Universitá poiché sta publicizzando un suo marchio di corde e palline da tennis. Ci ha raccontato la sua storia e di come sia arrivato ai vertici della classifica mondiale. Una cosa che mi ha sorpreso è stata la genuità e l’apertura con cui ha raccontato la sua storia e di come il tennis abbia avuto un doppio effetto su di lui: gli ha portato fama e ricchezza, ma gli ha anche tolto molto dal punto di vista fisico, emotivo e psicologico. Lui ha vissuto il tennis in maniera quasi ossessiva dall’età di 12 spingeva il proprio corpo e la propria mente allo sfinimento. Nella sua vita ha avuto non pochi problemi e crisi a causa del suo essere perfezionista, ma un giorno parlando con Roger Federer negli spogliatoi di un torneo ha capito che anche Federer non si sente perfetto ogni giorno, però sa come vincere anche nelle giornate peggiori poiché ammette la sua imperfezione. É molto iteressante interagire con grandi campioni perché si imparano molte cose, io per esempio da questo ho tratto che bisogna essere umili e accettare I propri difetti, pur sempre continuando a migliorarsi e puntare ai propri obiettivi.

Terrò bene in mente le cose che ho imparato questo semestre e non vedo l’ora di vedere che cosa hanno in serbo per me I prossimi mesi!

 

Yana Morar per Tennis Olistico ®

Studentessa e Atleta – YMorar@csustudent.net — Leggi su Yana Morar: http://www.tennisolistico.com/?s=yana+morar+

Author: Tennis Olistico

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