Mental Coaching: la Tesi di Nicola Marcon

Qui di seguito un estratto della Tesi di Nicola Marcon elaborata in occasione del Corso di Mental Coaching, organizzato presso l’Università Bocconi di Milano, dalla Società Sportiva Bocconi Sport Team in collaborazione con i Docenti/Coach Amanda Gesualdi ed Alberto Biffi.

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“Conosci te stesso”, come era riportato sul frontone del tempio di Delphi, è un invito a guardarsi dentro. Comprendere che la persona coincide con l’io interiore, capire che la coscienza del proprio Sé è fondamentale per la ricerca della pace interiore.

Socrate fa del “conosci te stesso” il cardine del suo pensiero. Egli diceva “l’uomo è la sua anima” non ciò che possiede o appare esternamente. Acquisire consapevolezza diventa fondamentale per superare quelli che sono i nostri limiti o, in alternativa, per capire quali siano i nostri confini. Innanzitutto bisogna essere uomini e poi, si può essere bravi atleti, bravi coach, bravi medici, bravi insegnanti, svolgendo il proprio lavoro con dedizione e passione.

Conoscere Se Stessi Diventa L’unica Via Per Raggiungere La Pace

Carol S. Pearson nel suo saggio “Risvegliare l’eroe dentro di noi” ci esorta alla ricerca dell’eroe che è in noi. In realtà è proprio di questo che si tratta, del prode combattente che può donarci la serenità. La nostra natura è fatta dal “Io” (aspetto pratico e materiale della vita), dal “Sé” (ciò che realmente siamo), dallo “Spirito” (rapporto con il divino). In quello che la Pearson definisce viaggio, i vari stadi prevedono prima lo sviluppo dell’Io, poi dello Spirito ed infine del Sé. Solo quando avremo raggiunto il Sé potremo esprimere la nostra autenticità.

Il mio primo passo verso l’autenticità è stata la ricerca della coerenza; ho sempre evitato di scendere a compromessi pur cercando di essere il più comprensivo possibile con le persone che mi stavano attorno, sia nel lavoro che nei rapporti personali. Spesso sono troppo intransigente nei miei confronti, accetto più volentieri l’errore dell’altro che non il mio. Nella gestione del tempo trovo qualche difficoltà ad estrapolare spazi per me, perché rischio di spenderne troppo per gli altri e non avanzarne.

Questo percorso mi ha permesso di intraprendere uno stato di consapevolezza in cui sto cercando di capire cosa voglio esattamente in questo momento, ed iniziare ad utilizzare il tempo per me stesso, per realizzare lo scopo. Nel rapporto con l’altro cerco di non giudicare ma comunque preferisco l’intimità di poche persone ai rapporti superficiali. Non sono presuntuoso ma credo nei rapporti autentici dove ci siano scambi reciproci. In un rapporto sociale preferisco imparare che insegnare. Le mie energie ho scelto di spenderle per quelle persone che hanno un obbiettivo e che sono disposte a sacrificarsi per raggiungerlo. Da un punto di vista lavorativo, non fa differenza il ragazzino di 16 anni che vuole diventare seconda categoria, o la donna di 40 anni che vuole diventare 4.5, l’importante è che loro ci credano ed io passa lavorare con loro per aiutarli. Non sono disposto a perdere energie per persone senza obiettivi, sarebbe come costruire una casa senza le fondamenta.

Le domande che mi pongo come essere umano riguardano il chiedermi chi sono e dove sto andando, capire quello che realmente voglio, ma anche capire e cercare di migliorare la realtà che mi circonda, cercare di evitare il consumismo smisurato, di utilizzare le cose nel migliore dei modi per evitare il danneggiamento e di conseguenza la sostituzione e l’inquinamento. Ho imparato a lottare per cambiare quello che posso cambiare, ma ho anche imparato a lasciare andare quello che non posso cambiare.

Credo che anche nell’allenamento mentale ci sia una filosofia. Ogni persona è diversa dall’altra e quindi nell’allenamento mentale si deve tener conto di questa diversità. È necessario capire la filosofia della persona. Solo riuscendo a collocare la persona nel suo posto si può poi lavorare con l’allenamento mentale. Per la teoria degli Archetipi il Folle e l’Innocente alla stessa domanda danno la stessa risposta, ma in realtà sono due Archetipi completamente diversi. Solo con lo studio e l’esperienza è possibile capire di che Archetipo si tratta e come lavorarci. Si tratta comunque di andare al di là della risposta razionale data dall’allievo e di capire quale in realtà è la vera risposta.

Credo che le persone che hanno successo siano quelle che sono riuscite a fare dei cambiamenti dentro di sé, persone che magari hanno patito ma che hanno avuto il coraggio di mettersi in discussione, che hanno avuto il coraggio di cambiare strada senza rimanere attaccate alla negatività del fallimento. Chi non riesce ad avere successo a volte non ha semplicemente il coraggio di cambiare strada.

Credo che potrò creare più valore e prosperità nella mia vita e in quella degli altri quando riuscirò a splendere dentro di me, così da poter essere luce anche per gli altri. Questo implica una ricerca continua ed incessante di miglioramento del Sé, presuppone un lavoro continuo ed una costante attenzione.

Questo percorso mi ha permesso di acquisire conferme di quelle che erano percezioni di cose che sentivo, ma di cui non avevo la piena consapevolezza né la capacità di capire pienamente. Mi ha aiutato a capire come lavorare per arrivare a certi punti della mente per rendere più chiare le situazioni della mia persona. L’auto-consapevolezza diventa fondamentale in questo processo. La ricerca dell’ombra è importante per poter eliminare tutto ciò che produrrebbe soltanto zavorra.

Ho compreso che prima devo capire chi sono, poi potrò aiutare gli altri a fare altrettanto. Attraverso il Coaching sicuramente diventerò una persona migliore, innanzitutto perché avrò lavorato su me stesso, successivamente perché lavorando con gli altri e su gli altri aiuterò loro a riconoscere la propria ombra e, molto probabilmente, in questo lavoro, continuerò a ritrovare ancora parte della mia ombra e quindi lavorerò con loro, per loro e per me. Il Coaching sarà uno strumento in più da offrire ai mie allievi come maestro di tennis. Alla fine di questa esperienza posso affermare di attribuire maggior valore ai sentimenti, alle emozioni, al benessere psico-fisico. Non si tratta certamente di un punto di arrivo bensì di un punto di partenza da cui continuare a lavorare, senza mentirmi, come credo di aver sempre fatto.

Nicola Marcon, Mental Coach (di Primo Livello)

nicola.marcon@libero.it

Author: Tennis Olistico

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1 Comment

  1. Nicola ho letto con enorme piacere ed interesse il tuo post.
    Anzitutto mi auguro che nei convegni a cui tu ed io partecipiamo si dia spazio di parola ai maestri e insegnanti. Che possano raccontare le loro esperienze, leggere le tesi, illustrare cosa fanno e non solo ascoltare l’astratto o il lontano dai campi.
    Quello che hai scritto è reale insegnare e apprendere.
    Continua ricerca di se stessi arricchita dagli allievi di turno nessuno dei quali uguale ad un altro.
    Ho avuto la fortuna di praticare la nostra professione e non sempre ho riscontrato buone indicazioni.
    Alcune pessime
    Ma mai in nessun allievo.
    Ed anche qui ho avuto la fortuna di praticarne elevati numeri ogni anno e di ogni età e condizione economica e sociale
    Se non si impara a conosceRe bene se stessi l’unica cosa che si offre è il Diritto e Rovescio ma non lo spirito di come interpretali secondo i propri punti di vista.
    Mi auguro che ci sua spazio perché si ascolti la voce dei maestri quando si parla del tennis.
    Dei Maestri come preti di campagna che sanno quanto è duro coltivare il grano.

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