Coaching

Per sapere cosa sia il Coaching è sufficiente digitare questa parola su google e vi si aprirà un mare di definizioni più o meno in linea tra loro. Credo per questo motivo di voler passare oltre le definizioni, per guidarvi in quello che è per me il Coaching. Il mio percorso di Coach nasce e deriva dall’essere stata atleta. Ho praticato tennis agonistico fino ai 19 anni. Una carriera particolarmente segnata dal rapporto con mio padre, il quale da me pretendeva “solo” la vittoria. Si può intuire la difficoltà e la frustrazione di avere un tale obiettivo. Pretendere che si possa governare il risultato è indice di isterismo! Per chi ancora non lo sapesse la vittoria è il risultato conseguente ad un processo di miglioramento costante e su vari piani che ha bisogno di tempo e spazio per poter essere messo in luce. Alzare la coppa è la ciliegina sulla torta, ma ciò che conta è la torta che sorregge la meravigliosa ciliegia. Porsi come obiettivo “vincere” vuol dire passare sopra a se stessi cadendo in un delirio di onnipotenza che presto o tardi ci presenterà il conto. La vittoria a tutti i costi può condurre l’atleta ed il suo team anche a fare una scelta di doping. Porsi obiettivi di miglioramento ci porterà invece a migliorare e per logica conseguenza a vincere. 

Smisi di praticare tennis agonistico a 19 anni stressata ed esausta dalle continue richieste che non riuscivo a soddisfare. Iniziai ad insegnare appena dopo. La vita però mi ripresentò la lezione che non avevo imparato. Mi rendevo conto che mancava qualcosa nell’essere insegnante, ovvero la comprensione del mio passato tennistico e quindi la trasformazione dell’esperienza vissuta, ecco perché verso i 26 anni ripresi ad allenarmi e a giocare tornei. Insegnavo tutto il giorno e la sera mi allenavo con grande motivazione. Quando iniziai a giocare i primi tornei mi resi conto subito che avevo gli stessi meccanismi psicologici che mi avevano impedito di dare il meglio di me stessa da junior. Nonostante fossi cresciuta ed economicamente autonoma, nonostante non dovessi render conto a nessuno, nonostante mio padre fosse morto quando avevo 21 anni, mi comportavo in gara come se avessi ancora 13 anni con lui a guardarmi e a giudicarmi fuori dal campo. Compresi che era necessario capire la mia psiche e cosa bloccasse il flusso di energia. Iniziai a questo punto della vita un vero e proprio viaggio introspettivo, servendomi di tutti gli strumenti possibili; studiai tutti i testi di psicologia che ritenessi validi e utili allo scopo. Esplorai svariate tecniche di allenamento mentale e meditativo. Dopo un lungo periodo di lavoro psicologico e allenamenti intensi arrivai a sentirmi “vincente”! Per me essere vincente vuol dire riuscire ad esprimere il proprio unico ed irripetibile talento! Continuai a giocare fino ai 28 anni, provando una gioia infinita nello scoprire come ogni partita riuscisse a farmi vivere esperienze nuove, facendomi sentire viva, realizzata. 

Dai 28 ai 32 anni giocai solo gare a squadre, i desideri si stavano trasformando, avevo voglia di mettere a disposizione degli altri la mia esperienza. La ricerca nel comprendere la mente, le emozioni e le relative reazioni corporali continuò con diversi corsi e seminari, spaziando dalla psicologia alle filosofie orientali. Nel 2006 mi diplomai alla Scuola di Life Coach a Roma. Dal 2007 gli orizzonti si sono allargati con l’incontro di Reiki e della Kinesiologia, ed il viaggio continua…


Ho sintetizzato il mio percorso di atleta-coach per introdurvi alla personale definizione di Coaching. 
Coach vuol dire allenatore, che è ciò che faccio per la maggior parte del tempo. Una persona quando vuole raggiungere qualcosa presenta, come un atleta, dei punti deboli (problematiche di vario tipo) e delle potenzialità (talenti unici). Il lavoro di Coaching prende in considerazione entrambi gli opposti in un lavoro di risoluzione e trasformazione dei processi e di presa di coscienza delle potenzialità o virtù. Divenire consapevoli permette di vivere con grande libertà, attingendo alla ricchezza interiore. Il Coaching è un valido strumento sia per chi pratica sport, sia per chi non svolge attività sportive e sente l’esigenza di comprendere e lavorare su se stesso da un punto di vista fisico, emotivo e mentale.

 

Per Informazioni: Amanda Gesualdi

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