🥇 Record: il maggior numero di racchette distrutte

Qualche spiritoso potrebbe citare Fabio Fognini, ma in realtà il ligure non ha mai raggiunto livelli clamorosi. Di certo non ha rischiato di restare senza racchette come accaduto a Goran Ivanisevic, una quindicina d’anni fa a Brighton.

Ma nessuno arriverà ai numeri di Marat Safin. I libri di storia lo ricordano per due splendide vittorie Slam, le donne per la sua avvenenza…noi anche per le Head fracassate. Nel 1999, pare che ne abbia rotte 48 soltanto nei match ufficiali. “In totale ho spaccato 1.055 telai – ha raccontato il simpatico Marat – conosco il numero esatto perché Head mi ha regalato uno snowboard con il numero esatto.”

 

Marat Michailovič Safin (Mosca, 27 gennaio 1980) è un ex tennista e politico russo. Ha iniziato la sua carriera professionistica nel 1997 ed è stato numero 1 al mondo per 9 settimane, tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001. Ha vinto due tornei del Grande Slam: lo US Open nel 2000 e l’Australian Open nel 2005. Marat Safin e la sorella Dinara Safina rappresentano l’unica coppia di fratelli numero 1 al mondo nella storia del tennis nelle rispettive categorie, ATP e WTA.

Tennista potente, abbinava, a uno stile di gioco prevalentemente offensivo da fondo campo, grande sensibilità nel tocco della pallina nelle voleé e smorzate. I punti più forti del suo gioco erano costituiti da una forte prima di servizio, spesso sopra i 200 km/h, anche in virtù di un’altezza oltre il metro e novanta, e dal rovescio bimane, con cui Safin era indifferentemente in grado di trovare entrambi gli angoli del campo.

Una volta ritiratosi dal tennis, Safin si candida alla Duma di Stato alle elezioni parlamentari russe del 2011 per Russia Unita di Vladimir Putin, risultando eletto rappresentante dell’Oblast’ di Nižnij Novgorod. Oltre ad occuparsi di tennis, sport e scuole, diviene presidente della commissione Associazioni Pubbliche e Organizzazioni Religiose. Safin supporta inoltre la legge che impedisce ai cittadini statunitensi di adottare orfani russi.

Rieletto nel 2016, rassegna le dimissioni nel maggio del 2017 perché, entrato nella Tennis Hall of Fame l’anno precedente, non riesce a conciliare obblighi di governo con quelli di rappresentanza sportiva.

Author: Tennis Olistico

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